Open Bistrò Roma Termini

In un terminal che si trasforma sempre più da semplice capolinea ferroviario a “hub”, epicentro di viabilità e socialità, arriva una proposta gastronomica alternativa alla dimensione fast-food “mordi e fuggi”. Un’offerta che riflette nuovi modi di vivere la stazione: non solo un luogo di passaggio, ma un'esperienza e una tappa di viaggio.

Ecco dunque un menù ricco di qualità e romanità, in grado di soddisfare tutti i palati e tutte le esigenze alimentari. Una cucina golosa da assaporare; un viaggio sui binari della tradizione capitolina e regionale.

La proposta a'la carte

La cucina di qualità alla Stazione Termini

Il bistrot propone un’offerta gastronomica alla carta, ricca e variegata. Accanto ai robusti piatti tipici della tradizione romanesca (i “Romanissimi”), trovano spazio proposte in grado di soddisfare nuove esigenze e abitudini culturali. Dunque primi, secondi e zuppe; ma anche una selezione di insalate, dessert e piatti privi di  carne e pesce.

Una linea gastronomica trasversale e variegata. Golosa e genuina ma anche raffinata e sorprendente;  allineata all’altissimo standard di qualità che contraddistingue da sempre ogni proposta dello Chef Colonna.

Un pasto di qualità in una location d’eccezione

Il Bistrot, che conta circa 120 coperti, è accessibile dalla nuovissima area food e lounge Terrazza Termini. Trova spazio sotto le monumentali volte dell’ala Mazzoniana della Stazione(lato via Giolitti). Un luogo di grande valore architettonico, ulteriormente impreziosito dai monumentali lampioni realizzati nel 2000 da Alessandro Mendini.

Un design luminoso dalle sfumature razionaliste e un’ampia cucina a vista: una democraticità che rende accessibile un pasto di qualità in una location d’eccezione.

Il meglio della tradizione… servito in un elegante attico ferroviario.

La qualità parte da un pensiero preciso: ritrovare in ogni luogo la propria identità

Open Colonna Bistrò

Mi sento come quei ‘vecchi’ cantautori che durante i loro concerti intonano le loro hit di successo, ed è così anche nel mio ‘bistrò! Bucatini cacio&pepe, mantecati con lo champagne, il ‘negativo’ di carbonara, burro e alici, pancetta di maialino, farro e mele renette, ravioli di trippa, involtini di peperoni arrosto, acciughe e caprino…

In fondo  mi sento come una grande maison di moda, le griffe non mandano in soffitta gli abiti che li hanno resi famosi. Come i miei piatti. Spesso i miei clienti ritornano per gustarli e rigustarli”.

Antonello Colonna