UN NUOVO MENU’ PER IL RISTORANTE GOURMET

Storia e tradizione, sperimentazione e creatività, armonia degli ingredienti e centralità di sapori. Sono queste le caratteristiche dell’ultimo menù del ristorante stellato dell’Antonello Colonna Open di Roma. Accanto a piatti ormai immancabili dello Chef, molte novità, frutto della continua ricerca ai fornelli imperniata su una cucina sempre fedele a se stessa, al profondo legame col territorio, alla sua storia e identità.
“Presentando queste nuove ricette, tengo a sottolineare che non cambio stile né mentalità alla mia cucina – spiega Antonello Colonna -. Le mie novità non saranno mai frutto di mode e tendenze che non rappresentano la mia storia, quella della mia famiglia e della mia cucina. Oggi si tende a creare piatti che hanno un aspetto geometrico estemporaneo e senza personalità, senza nessun legame né armonia dietro gli ingredienti utilizzati. Assaggiandoli il cliente non riesce ad intuire il pensiero che li ha ispirati. Un piatto si deve immaginare, studiare e deve avere una sua interattività con l’ospite che deve coglierne l’essenza. Il primo boccone sarà per lui un assaggio delle sensazioni e delle emozioni che mi hanno guidato creandolo. Il secondo la convinzione, il terzo e il quarto la conferma”.

Il nuovo menù del Ristorante Gourmet, che condivide lo spazio dell’ultimo piano di Palazzo delle Esposizioni con il City Lunch e il Brunch dell’Open, condensa 30 anni di attività dello chef. Una cucina che partendo da sapori e profumi dell’osteria di famiglia, si lascia contaminare da un bagaglio accumulato in una vita di esperienze formative in grandi ristoranti delle più importanti capitali mondiali, per completarsi con ricerca e sperimentazione, ingredienti fondamentali nella cucina di un prestigioso ristorante.
Le nuove ricette, frutto della collaborazione con l’executive chef Fabrizio di Romualdo, pur strizzando l’occhio alle cucine internazionali di alto livello, prima fra tutte quella francese, restano fedeli alla filosofia di Colonna. Basata sull’emozione di cose dimenticate o perdute e fatta dei profumi e sapori antichi della tradizione romano-laziale, ma che parla all’ospite sempre con un linguaggio originale, conquistandolo ad ogni boccone: “Definisco le mie ricette il test del rimpianto: una mia ricetta non deve far rimpiangere all’ospite un piatto che lui conosce già. Debbo far in modo che dimentichi le polpette della nonna o il pollo coi peperoni e che sia rapito dalla scoperta della mia ricetta, dalla mia interpretazione. Perché io non reinterpreto. Io interpreto. Perché io non rivisito. Io visito”.
Non vi resta che provarlo, ogni sera dal martedì al sabato, dopo le 19.30.

© Veronica Pontecorvo