Elisa Montessori protagonista di showout#3

Il terzo appuntamento di ShowOut ha come protagonista una delle figure più interessanti della scena artistica italiana degli ultimi 50 anni: Elisa Montessori.

Attiva dagli anni ’40 a Roma, ha tracciato le tappe salienti di un’arte cosiddetta “al femminile” che stava nascendo proprio in quegli anni nella Capitale.

Numerose le occasioni di partecipazione della Montessori ad eventi di portata internazionale: la XL Biennale di Venezia e Arteder ’82, Muestra International de Obra Gráfica a Bilbao nel 1982, la XVII Bienal de Arte di San Paolo del Brasile nel 1983, la collettiva Internationale Kunstmesse Art 5’84” a Basel nel 1984. Nel corso degli anni Novanta ha partecipato alla Rassegna Internazionale della Cultura Italiana e alla collettiva Women and the Arts in Italy a Pechino, Cina. Nel 2006 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ha ospitato Shangai Blues, la sua prima antologica.

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La sua arte è stata sempre in bilico tra due mondi e due culture, quello occidentale e quello orientale da cui l’artista viene affascinata fin dagli anni ’50 e di cui coglie il lato esoterico e nascosto: ”Lavorare per me è un desiderio di cancellazione”, come è solita dire.

Da qui le accumulazioni e le cancellazioni, gli spazi bianchi e vuoti che si ritrovano in molti lavori degli anni ’60, a descrivere i tagli e le censure della società in riferimento alla sessualità femminile.

Nei fogli 1974 e nei successivi Tropismi, anno 1977 – inchiostri di china, carboncino ortografie, quadrettati – l’artista sviluppa la “percezione visiva lenticolare femminile”, alla quale si unisce l’evoluzione della donna di quegli anni, tema che la Montessori interpreta come una disciplina interna molto forte. Esegue l’installazione Morfologia e arriva alla linea unica con l’Orizzonte con cui inizia le pitture dell’ Ukyo ( il disegno del modo fluttuante).

Nel 1982 partecipa a Aperto ’82 /tempo a cura di Tomaso Trini alla XL biennale di Venezia con quatto dei suoi dipinti più enigmatici e solari denominati ‘la montagna di Seghers’ dell’artista fiammingo del seicento (incisore e pittore) Hercules Pietersz Seghers.

La Montessori studia i segni compositivi di questo artista, eseguendo dipinti su carta intelata con carboncino gessi e pastelli, rievocando il deserto caldo dalle sabbie di ocra e i paesaggi mutevoli che cambiano con il vento e con il sole.

Negli anni 2000 realizza la serie Fiori Rossi, acquarelli e china su carta dicendone “I fiori poi sono organi sessuali, del resto Giorgia O’ Keeffe ha dipinto sempre la vagina nel modo più sconvolgente e più bello. La sessualità tuttavia si esprime in tanti modo…è un atteggiamento verso il mondo”.

Le opere selezionate per Showout #3 abbracciano la produzione dell’artista dagli anni ’80 fino agli anni più recenti.

In particolare saranno presentati 4 lavori di grande formato quali: ‘La pittura è totale’, 1981 (grafite e tempera su carta da spolvero, 105 x 150 cm); ‘ Tea Time’, 1989 (olio su tela, 120 x 158 cm); ‘Le pantofole di Paribanu’, (dalle mille e una notte), 2000 (olio su tela, 120 x 138 cm); ‘Fantasmi’, 2011 (olio e carta su tela, 200 x 250 cm).

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