Antonello Colonna

Una cucina che non rinnega la sua origine contadina e affonda le mani nell’orto e nelle aie, con sapienza: il lusso nella semplicità anarchico-rivoluzionario dei fornelli. Antonello Colonna utilizza la campagna romana come una grammatica preziosa con cui inventare sempre nuove sintassi. Un linguaggio originale, ma ispirato dalla tradizione. Una cucina di armonie e di terra, di geometrie e modernità.

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Antonello Colonna: l’uomo, l’artista, lo chef.

Cuoco, imprenditore, collezionista, ristoratore, albergatore, filosofo, poeta, inventore, rivoluzionario, “anarchico ai fornelli”… sono solo alcune delle definizioni usate da giornalisti, critici gastronomici, amici o semplici appassionati della cucina dello Chef. La verità è che Antonello Colonna, chef stellato di fama internazionale, sfugge a qualsiasi tentativo di catalogazione.

La porta rossa

Il ristorante nasce nel 1874 a Labico, cittadina non lontana da Roma, con il nome di “Trattoria Andrea Colonna”. A conduzione familiare e capace sin da subito di distinguersi per la qualità e l’abbondanza della cucina in stile casalingo, diventa locanda per viaggiatori, relais, luogo dove i cavalli venivano cambiati per l’ultima volta nel corso del viaggio che aveva come meta la Capitale.

La campagna romana come una grammatica preziosa con cui inventare sempre nuove sintassi.
Un linguaggio originale, ma ispirato dalla tradizione. Una cucina di armonie e di terra, di geometrie e modernità.